Un viaggio non finisce necessariamente quando si chiude la valigia. A volte continua a casa, davanti a una tavola apparecchiata, quando si apre una bottiglia, si taglia un formaggio o si prepara un piatto con qualcosa acquistato durante le vacanze. E in Romagna le occasioni per trasformare un ricordo in qualcosa di buono non mancano.
Qui il souvenir può avere il profumo del pane appena sfornato, il gusto dell'olio nuovo, il sapore di un formaggio di collina o la forma di una pasta fatta a mano. Accanto ai prodotti più conosciuti, ci sono infatti tante specialità e piccoli oggetti che raccontano tradizioni locali, lavorazioni artigianali e ingredienti strettamente legati al territorio.
Se state per tornare a casa dopo qualche giorno in Romagna, ecco allora qualche idea da infilare in valigia, per prolungare il piacere della vacanza anche una volta rientrati.
Tra i souvenir più semplici da acquistare ci sono naturalmente i prodotti della gastronomia locale. Un buon olio extravergine di oliva delle colline romagnole, per esempio, è un modo immediato per portarsi a casa un pezzo del territorio. Dalle produzioni del Brisighellese, con cultivar autoctone come la Nostrana di Brisighella e la Ghiacciola, alle altre realtà olivicole dell'entroterra, le possibilità sono diverse. Anche i formaggi raccontano la varietà del paesaggio romagnolo. Dai prodotti dell'Appennino e della Valmarecchia ai formaggi freschi e stagionati delle aziende agricole locali, scegliere una forma o un pezzo da portare a casa significa scoprire una Romagna lontana dalla costa e legata alla tradizione pastorale delle colline. E poi ci sono i prodotti che non hanno bisogno di presentazioni: piadina, salumi, conserve, sottoli, miele e prodotti da forno. Per qualcosa di particolarmente legato alla tradizione gastronomica, si può scegliere anche una confezione di garganelli, oppure acquistare uno dei tradizionali pettini in legno utilizzati per prepararli in casa.
Tra i souvenir gastronomici meritano un posto speciale anche i cappellacci e i cappelletti ferraresi, protagonisti della cucina di Ferrara e del territorio circostante. I cappellacci di zucca, con il loro caratteristico ripieno, sono una delle specialità più rappresentative della tradizione estense, mentre i cappelletti sono legati alla cucina delle feste e della convivialità. Per chi vuole ricreare a casa una parte dell'esperienza vissuta in Emilia-Romagna, sono quindi un souvenir perfetto: meglio ancora se acquistati freschi presso un laboratorio artigianale o una bottega specializzata, seguendo le indicazioni per conservarli e trasportarli.
Anche il capitolo dei dolci offre diverse possibilità. Tra le specialità da scoprire c'è il Mandorlato al cioccolato di Modigliana, dolce della tradizione ottocentesca preparato con cacao, mandorle, scorze di agrumi e spezie. Dalle colline al mare, il consiglio è anche quello di entrare nei forni e nelle pasticcerie locali: biscotti, ciambelle, crostate e prodotti da forno sono spesso legati a ricette familiari e rappresentano un modo semplice per scoprire il territorio attraverso le sue abitudini quotidiane. E per chi vuole portare a casa anche un po' della storia della cucina italiana, c'è un souvenir che unisce cultura e gastronomia: una copia de La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi, acquistabile a Forlimpopoli negli spazi di Casa Artusi.
Non tutti i souvenir gastronomici devono essere necessariamente conosciuti. Alcuni sono piccole curiosità che permettono di raccontare una parte meno scontata della Romagna. Dalle saline di Cervia, per esempio, arriva il celebre sale dolce, ingrediente che si ritrova anche in alcune produzioni originali del territorio. Tra le possibilità c'è anche la salicornia, pianta spontanea delle aree salmastre che può essere utilizzata in cucina come condimento. Spostandosi nell'entroterra si incontrano invece conserve, composte e prodotti ottenuti da coltivazioni locali, come la cipolla dell'acqua, una varietà tradizionale dell'area del Marecchia, presidio slow food. Sono proprio questi prodotti meno conosciuti a trasformare il souvenir in un piccolo racconto del luogo visitato.
La Romagna non si porta a casa soltanto attraverso il cibo. Alcune delle sue tradizioni artigianali possono trasformarsi in souvenir destinati a durare molto più a lungo di una vacanza. A Gambettola, per esempio, la tradizione della stampa romagnola a ruggine continua a vivere attraverso tovaglie, runner, grembiuli e tessuti decorati con antichi stampi in legno. Sono oggetti quotidiani, ma anche testimonianze di una lavorazione artigianale profondamente radicata nel territorio. Nel Ravennate, invece, si può scoprire l'antica arte dell'intreccio delle erbe palustri. Ceste, sporte, borse e altri oggetti realizzati con materiali naturali raccontano una tradizione nata dal rapporto tra le comunità e l'ambiente delle zone umide. E per chi ama cucinare, perché non cercare un mattarello, un tagliere o qualche altro utensile della tradizione della sfoglia? Un oggetto semplice, ma capace di riportare in cucina gesti e sapori imparati durante il viaggio.
Vi abbiamo dato qualche idea? Non si tratta semplicemente di ricordi di una vacanza, ma di piccoli pezzi di Romagna da condividere, assaggiare e ritrovare anche quando il viaggio è ormai finito.