Con la visita al Museo dedicato a Marco Simoncelli di Coriano prende avvio, da domani venerdì 17 ottobre sino a domenica 19, il Fam Trip, promosso da Visit Romagna dedicato ai tour operator...
Con la visita al Museo dedicato a Marco Simoncelli di Coriano prende avvio, da domani venerdì 17 ottobre sino a domenica 19, il Fam Trip, promosso da Visit Romagna dedicato ai tour operator specializzati in viaggi in moto che ha l’obiettivo di far conoscere direttamente agli operatori del settore le proposte di viaggio su due ruote nel nostro territorio.
A essere testato durante tre giorni di viaggio sarà l’itinerario “La Terra dei Campioni”, forse la più iconica tra le proposte di “Romagna Motorcycle”, il progetto curato da Visit Romagna per lo sviluppo del Mototurismo in Romagna.
Del resto la Romagna è la Terra dei motori, ma anche la Terra dei campioni se è vero che tanti degli attuali protagonisti italiani del motomondiale o sono nati qui - i riminesi Bastianini e Bezzecchi tra tutti, o anche il fresco campione mondiale della Super Sport Stefano Manzi - o, e sono molti, Bagnaia e Bulega in primis, l’hanno scelta come patria adottiva per crescere come piloti e come uomini.
Un risultato che trova la sua ragione nell’anima di questo territorio dove i bambini nascono con la passione dei nonni, che furono a loro volta bambini ai tempi della “Mototemporada romagnola”, quando la stagione balneare si apriva sui circuiti cittadini di Rimini, Riccione, Cesenatico, Milano Marittima, con una serie di corse su strada. Insieme a loro anche un mondo di tecnici, aziende, artigiani, scuderie che hanno scritto con la propria genialità la storia stessa del motociclismo. Una passione che accanto alla professionalità delle strutture e all’offerta nell’accoglienza degli operatori del territorio ha fatto sì che siano stati 174.821 gli spettatori presenti sugli spalti del Gran Premio motociclistico di San Marino e della Riviera di Rimini che si è tenuto al Misano World Circuit dal 12 settembre al 14 settembre scorso.
Dalle 15 proposte di Romagna Motorcycle (www.visitromagna.it/motorcycle) sono stati definiti gli itinerari che, per le proprie caratteristiche, possono costituire pacchetti turistici da proporre ai tour operator specializzati del settore per essere proposti a un mercato in grande fermento come è quello del Mototurismo il cui giro d’affari in Italia è stimato in oltre 4 miliardi di euro all’anno.
Dopo il prologo con il Museo del Sic, l’itinerario “La Terra dei Campioni” proseguirà immergendosi tra le curve di uno straordinario territorio fino al Misano World Circuit per poi, in due giorni, portare i partecipanti a percorrere oltre 300 km in molti dei luoghi più suggestivi della regione.
Sulle colline della Panoramica, ad esempio, per poi dopo la rocca di Gradara toccare Tavullia e il suo Ranch e proseguire, attraversando Saludecio, Mondaino, Tavullia, Montecerignone, Carpegna, fino al Pennabilli e al cuore della Valmarecchia di Tonino Guerra e proseguire, chiudendo una sorta di anello, verso Balze, Bagno di Romagna, Sarsina, Sant’Agata Feltria, San Leo, San Marino, Verucchio e tornare al mare.
Accompagnerà il gruppo la coppia di motoviaggiatori che ha curato nel dettaglio il progetto Romagna Motorcycle, i giornalisti Emilio Salvatori e Cristina Zoli, collaboratori di importanti testate giornalistiche italiane ed estere e grandi motoviaggiatori, mentre l’organizzazione tecnica sarà a cura del Consorzio Costa Hotel di Riccione.
Un progetto innovativo di valorizzazione territoriale prende forma con l’areale enogastronomico “I Rubiconi”, che mette in rete produttori, trasformatori, ristoratori e istituzioni per...
Un progetto innovativo di valorizzazione territoriale prende forma con l’areale enogastronomico “I Rubiconi”, che mette in rete produttori, trasformatori, ristoratori e istituzioni per promuovere le eccellenze delle colline romagnole.
Tra le prime iniziative, la nascita di “Oro Bianco”, manifestazione dedicata ai formaggi e latticini dell’Emilia-Romagna, in programma a Roncofreddo domenica 19 ottobre 2025 (ore 10-18, ingresso libero). Un format che unisce enogastronomia e turismo “Oro Bianco”, promosso dall’Associazione CheftoChef Emilia Romagna Cuochi, non è solo una festa-mercato, ma un’occasione di incontro fra
produttori di qualità e operatori del turismo e della ristorazione. Accanto alla mostra-mercato dei caseifici emiliano-romagnoli, con degustazioni guidate e momenti di approfondimento culturale, è stato pensato un pacchetto turistico di due giorni: pernottamento il sabato nelle strutture di accoglienza delle Terre del Rubicone, cena presso le osterie del territorio e, la domenica, visita alla manifestazione con la possibilità di conoscere da vicino aziende, botteghe e produttori.
Questa proposta integra l’esperienza di viaggio con la scoperta del patrimonio agroalimentare locale, offrendo a tour operator, agenzie e strutture ricettive uno strumento concreto di incoming turistico legato all’enogastronomia.
Il programma della giornata
● Mostra-mercato (ore 10-18) dei formaggi e latticini dell’ER da Piacenza a Rimini e dal Parmigiano Reggiano ai piccoli caseifici di montagna. Vetrina dei prodotti delle Terre del Rubicone (vino, miele, pane, salumi, confetture, olio extravergine).
● Laboratori sensoriali (ore 10-12 e 15-18) a cura di produttori, gastronomi, nutraceutici e cuochi.
● Incontri e mostre bibliografiche tematiche: focus su formaggi e salute, le scuole dei pastori, strategie di valorizzazione dei formaggi naturali e il completamento della filiera con il recupero della lana.
● In apertura e chiusura della giornata: taglio a ruota e degustazione delle forme di Parmigiano Reggiano.
● Pranzi e degustazioni (dalle ore 12) con cuochi e cantine dell’Associazione CheftoChef emiliaromagnacuochi, Slow Food, Tempi di Recupero, Piadineria Dema, Botteghe del centro storico e Osterie del territorio.
● Set fotografico “Cheese! Formaggi!” (ore 16-18)
● Chiusura evento e brindisi finale (ore 18).
Le stampe a ruggine e gli intrecci con le erbe palustri, i mosaici a Ravenna e la ceramica a Faenza, le botteghe senza tempo del centro di Ferrara, le terrecotte e il ferro battuto...
Le stampe a ruggine e gli intrecci con le erbe palustri, i mosaici a Ravenna e la ceramica a Faenza, le botteghe senza tempo del centro di Ferrara, le terrecotte e il ferro battuto: quando si dice che noi romagnoli siamo persone alla mano forse non c’entra solo la cordialità e l’accoglienza che da sempre ci contraddistinguono nell’ospitare turisti da tutto il mondo.
Un po’ per necessità, un po’ per genio, in Romagna essere artigiani è sempre stato più di un semplice mestiere: qui infatti, da secoli, donne e uomini raccontano con le loro creazioni un legame profondo tra vita sociale e vita produttiva, un filo rosso che ancora oggi unisce usi, costumi e storia nel segno di antiche tecniche tramandate nelle botteghe.
Non ricostruzioni storiche, ma tradizioni vive. Anche perché, ai vecchi maestri, si affiancano sempre più giovani creativi che reinterpretano i saperi di una volta in chiave moderna, strizzando l’occhio all’arte e al design.
Ecco perché allora tra i tanti modi per scoprire la Romagna c’è anche quello di seguire le impronte delle mani dei suoi artigiani.
Come? Prima di tutto visitando laboratori, officine, studi e atelier, per osservare da vicino gli artigiani romagnoli e come lavorano, partecipare a corsi e lezioni e ovviamente comprare ricordi che vanno ben oltre il semplice souvenir.
Ma la Romagna fatta a mano si può vivere anche durante una gita in collina oppure in riva al mare, semplicemente mangiando una piadina cotta su una teglia di Montetiffi, magari avvolta in un tovagliolo stirato al mangano, e bevendo un Sangiovese servito in una brocca in maiolica.
Di cosa parliamo quando parliamo di turismo artigiano in Romagna?
Un esempio perfetto è Ravenna. Ravenna è la città del Mosaico prima di tutto per gli otto monumenti Patrimonio dell'Umanità Unesco, realizzati tra il V e il VI secolo dopo Cristo da impareggiabili artisti e costruttori temerari: le tessere d’oro della cupola della Basilica di San Vitale ancora brillano anche dopo quasi 1.500 anni di stupore negli occhi di ogni viaggiatore, da Lord Byron a Gustav Klimt fino ai giorni nostri.
Ravenna è la città del Mosaico per il Museo MAR, con la sua collezione in divenire di mosaici moderni che superano di fatto la tecnica tradizionale, e per la Biennale del Mosaico contemporaneo, la rassegna internazionale che chiama a raccolta in città artisti e scuole di arte musiva da tutto il mondo.
In verità, a Ravenna il mosaico è dappertutto, non solo nei monumenti e nei musei. È nelle insegne stradali, nei parchi, sulle fioriere, nelle vetrine dei negozi e sui muri, grazie alle incursioni dello street artist internazionale Invader.
E allora Ravenna è la città del Mosaico anche perché ospita decine e decine di laboratori e botteghe dove ogni turista può ammirare gli artigiani all’opera, acquistare le loro creazioni e alla fine magari mettere alla prova se stesso con un corso di mosaico che lo porterà a realizzare un proprio personale lavoro.
Lo stesso succede anche a Faenza con la ceramica: merito delle collezioni del Museo internazionale della ceramica, uno dei più importanti al mondo, dei grandi eventi come Argillà e Made in Italy, della tradizione storica dei gotti della Nott de Bisò e di quella moderna del Distretto A, il quartiere ad elevata densità artistica disseminato di atelier.
Ed è così anche a Santarcangelo e Gambettola per le stampe a ruggine, a Villanova di Bagnacavallo per le erbe palustri da intrecciare, a Ferrara con il suo centro storico dove è possibile fare spese come ai tempi di Isabella d’Este: in Romagna anche il turismo è fatto a mano.
Da queste premesse nasce Romagna Craft, un progetto per fare turismo valorizzando le realtà tradizionali e contemporanee dell’artigianato della Romagna nell'ottica di creare esperienze, eventi ed itinerari per il mercato nazionale ed estero che rendano riconoscibile e memorabile il valore identitario e culturale dell’artigianato romagnolo.
L'esperienzialità̀ è la linea guida su cui si fonda il nuovo paradigma del turismo romagnolo e anche Romagna Craft che individua nella filiera della produzione artigianale un'occasione unica di fruizione di saperi e partecipazione attiva del visitatore attraverso la possibilità̀ di saggiare con mano la produzione di manufatti artigianali o di esserne addirittura creatori.
Se finora sono stati sviluppati percorsi specifici pensati per far scoprire la Romagna attraverso i luoghi dell’artigianato, creando itinerari tematici e coinvolgenti che valorizzino gli artigiani, le loro tecniche e le loro storie (dalle stampe a ruggine agli intrecci con le erbe palustri, dai mosaici di Ravenna fino alla ceramica di Faenza e le botteghe senza tempo di Ferrara, un modo unico di conoscere la Romagna più autentica), il nuovo obiettivo del progetto è raccontare la cultura artigiana romagnola attraverso un docu-film e contenuti digitali inediti immediatamente trasmissibili.
Un viaggio immersivo attraverso le province dell'Emilia-Romagna, esplorando le storie di artigiani, mani, passione con lo scopo di favorire una comprensione più profonda del patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna.
Oltre a posizionare Romagna Craft nella rete di progetti di conservazione e promozione culturale, concentrandosi su storie autentiche e sull'artigianato di alta qualità, il film ha il fine di coinvolgere un turismo più esigente e coinvolto, interessato a esperienze culturali significative (in linea con esperienze, eventi e itinerari già attivati) e divenire uno strumento potente per il marketing e lo storytelling, trasformando il progetto Romagna Craft in una narrazione tangibile, emozionante e avvincente.
Per conoscere meglio Romagna Craft visita il sito https://www.visitromagna.it/romagna-craft
L’autunno in Romagna si apre con un calendario che trasforma il territorio in un palcoscenico diffuso di cultura, musica, arte e spettacolo. Partendo da Rimini, dove il Teatro Galli si prepara...
L’autunno in Romagna si apre con un calendario che trasforma il territorio in un palcoscenico diffuso di cultura, musica, arte e spettacolo.
Partendo da Rimini, dove il Teatro Galli si prepara a un autunno interamente dedicato all’universo rossiniano con la Stagione Lirica 2025. L’8 ottobre debutta La cambiale di matrimonio, brillante commedia giovanile affidata ai talenti del Conservatorio Maderna-Lettimi, che celebra proprio in questi mesi i duecento anni della sede riminese. Il 7 e il 9 novembre sarà invece la volta de Il barbiere di Siviglia, in una versione frizzante firmata da Damiano Michieletto, capace di restituire tutta la vitalità e l’ironia della musica rossiniana. Nel frattempo, al Teatro degli Atti due appuntamenti della rassegna “Parole per la musica” accompagnano il pubblico alla scoperta delle suggestioni rossiniane con guide all’ascolto a cura di Giulia Vannoni e Carla Moreni.
Sempre a Rimini, fino all’8 dicembre, i Palazzi dell’Arte ospitano la mostra “Rimini Proibita… Le parole di Pier Vittorio Tondelli nelle immagini di Marco Pesaresi”, che intreccia letteratura e fotografia in un percorso affascinante e controverso. Oltre cento scatti, molti dei quali mai esposti prima, raccontano la città notturna e ribelle di Pesaresi, dove solitudine e desideri si intrecciano a corpi e marginalità. Le parole del romanzo Rimini di Tondelli dialogano con queste immagini trasformandole in un racconto intenso, che svela lati nascosti e poco conosciuti della città. Una mostra dal forte impatto, curata da Mario Beltrambini e Jana Liskova, a ingresso gratuito ma vietata ai minori di 16 anni.
Riccione, a sua volta, chiude la stagione espositiva con gli ultimi giorni di “Mare Magnum: da Ferdinando Scianna a Martin Parr”, la grande mostra fotografica ospitata a Villa Mussolini fino al 5 ottobre. Un viaggio tra le spiagge del mondo raccontate dagli obiettivi dei fotografi dell’agenzia Magnum Photos, che intrecciano mari lontani e l’Adriatico in un racconto universale sulla vita e sull’uomo.
Da Cervia soffia il vento di Artevento, che dal 3 al 12 ottobre porta al Magazzino del Sale Torre “Il giro del Mondo in 80 aquiloni”, un percorso dedicato alle nuove acquisizioni dal Giappone. Un viaggio che celebra la tradizione millenaria dell’arte dell’aquilone, offrendo al pubblico un’occasione rara per scoprire storie e culture attraverso creazioni uniche.
Ferrara, dal 3 al 5 ottobre, diventa la capitale mondiale del giornalismo con il Festival di Internazionale, che trasforma la città in un laboratorio diffuso di incontri, proiezioni, workshop e dibattiti. Subito dopo, il 6 ottobre, si apre la Stagione Concertistica del Teatro Comunale Abbado, con le più importanti orchestre e direttori internazionali. E ancora, dal 3 ottobre, prende vita Ferrara in Jazz, che fino a dicembre porterà nel Torrione San Giovanni oltre 80 concerti, jam session ed eventi collaterali in uno dei luoghi simbolo del patrimonio UNESCO.
Non mancano le grandi mostre. Il Palazzo dei Diamanti di Ferrara si prepara ad accogliere, dall’11 ottobre 2025 all’8 febbraio 2026, una delle mostre più attese della stagione culturale europea: un grande percorso dedicato a Marc Chagall. L’esposizione, con oltre duecento opere tra dipinti, disegni e incisioni, racconta in tutta la sua complessità l’universo poetico e visionario del maestro russo, nato a Vitebsk nel 1887 e spentosi a Saint-Paul de Vence nel 1985, considerato tra i più amati artisti del Novecento. Il percorso espositivo al Palazzo dei Diamanti non si limita a presentare capolavori già noti, ma offre al visitatore un’esperienza immersiva e totalizzante. Due sale multimediali consentono di entrare letteralmente dentro il mondo di Chagall, permettendo di ammirare alcune delle sue creazioni monumentali in una dimensione spettacolare che moltiplica il potere evocativo delle immagini.
In occasione delle grandi mostre dedicate a Marc Chagall, il MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna e il Palazzo dei Diamanti di Ferrara attivano una speciale promozione incrociata: tutti i visitatori che presenteranno alla biglietteria del MAR il biglietto, sia intero che ridotto, della mostra Chagall testimone del suo tempo, avranno diritto all’ingresso ridotto speciale di 5 euro (anziché 8) alla mostra Chagall in mosaico. Dal progetto all’opera. Allo stesso modo, esibendo alla biglietteria del Palazzo dei Diamanti il biglietto di ingresso del MAR, si potrà accedere alla mostra ferrarese con il biglietto ridotto a 14 euro. Un’occasione unica per scoprire due percorsi espositivi complementari, capaci di restituire un affresco completo della poetica dell’artista.
A Ravenna, il 18 ottobre si accende la Notte d’Oro, lunga notte bianca che anima il centro storico con spettacoli, aperture serali e visite guidate. La stessa data segna l’inaugurazione della IX Biennale di Mosaico Contemporaneo, che fino al 18 gennaio 2026 coinvolgerà l’intera città con mostre, installazioni e performance in dialogo con la tradizione musiva bizantina. Cuore pulsante di questa edizione è la mostra “Marc Chagall in mosaico. Dal progetto all’opera”, inaugurata il 17 ottobre al MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna. Il percorso, che parte dall’iconico Le Coq bleu custodito nella collezione permanente del MAR, approfondisce il legame tra Chagall e l’antica arte del mosaico, nato negli anni ’50 quando l’artista rimase affascinato dai mosaici bizantini di Ravenna e avviò una collaborazione con i mosaicisti locali. In mostra prove a mosaico, disegni, pastelli, acquerelli, gouache, collage e litografie che testimoniano il processo creativo che portava Chagall dal progetto all’opera, rivelando la sua straordinaria capacità di fondere luce, colore e materia.
Cento, città natale del Guercino, si conferma cuore pulsante delle celebrazioni dedicate al grande maestro del barocco. Fino al 31 dicembre 2025 la chiesa di San Lorenzo ospita la mostra “Guercino, un nuovo sguardo. Opere provenienti da Forlì e da altri luoghi nascosti”, che riunisce venti pale d’altare e capolavori del Guercino e della sua scuola, provenienti da chiese inagibili dopo il sisma del 2012 e da musei chiusi per restauri. Opere solitamente invisibili, che oggi dialogano con i dipinti già custoditi nella Pinacoteca di Cento e nella stessa San Lorenzo, restituendo tutta la potenza creativa di una scuola che, pur trasferita a Bologna, manteneva radici profonde nella sua città d’origine.
In Romagna l’autunno è una stagione che abbraccia i sensi e invita a un viaggio fatto di colori, sapori e atmosfere uniche. È il momento in cui le spiagge, silenziose e quasi deserte, si...
In Romagna l’autunno è una stagione che abbraccia i sensi e invita a un viaggio fatto di colori, sapori e atmosfere uniche. È il momento in cui le spiagge, silenziose e quasi deserte, si trasformano in scenari poetici, capaci di evocare le atmosfere felliniane di solitudine e nostalgia. Ma basta volgere lo sguardo verso l’interno per scoprire un paesaggio completamente diverso, dove le pianure si vestono di tinte dorate, le colline si accendono di rossi e arancioni, e i boschi appenninici diventano un teatro naturale che celebra il rito del foliage. È una terra che in autunno regala i suoi frutti migliori: grappoli maturi pronti per la vendemmia, ulivi che si preparano a donare oli preziosi, funghi e tartufi che si nascondono tra i sentieri dei boschi, castagne che scoppiettano sulle braci delle sagre paesane.
In questa stagione la Romagna mostra il suo volto più autentico, fatto di borghi che custodiscono storie antiche e tradizioni contadine, di castelli che aprono le porte a visitatori curiosi, di musei e abbazie che diventano scrigni di cultura e spiritualità. Ogni borgo è un piccolo universo di identità, dove il tempo sembra scorrere più lento e dove la convivialità è un linguaggio che si impara facilmente, davanti a un calice di Sangiovese o a un piatto della tradizione. I vini romagnoli raccontano da sempre questa terra e non è difficile imbattersi in cantine e realtà agricole dove unirsi alla festa della vendemmia o condividere insieme il primo assaggio di novello. Una lunga tradizione oggi arricchita dai nuovi metodi di lavorazione dell’uva che regalano pregiati vini biologici e biodinamici. Camminare tra le vie dei paesi significa ritrovare una dimensione umana e accogliente, mentre nei parchi naturali si respira l’energia della natura che cambia: le Foreste Casentinesi, il Sasso Simone e Simoncello, la Vena del Gesso e la Riserva di Onferno offrono sentieri e panorami che in autunno si tingono di una bellezza struggente. La Romagna diventa così una terra da esplorare lentamente, a piedi o in bicicletta, lungo percorsi che non sono soltanto itinerari, ma veri e propri viaggi nello spazio e nel tempo, sulle tracce di Dante, dei santi e dei viandanti che per secoli hanno percorso le vie storiche.
Ed è proprio in questo scenario che l’autunno diventa festa. La stagione porta con sé un calendario fitto di appuntamenti capaci di celebrare i sapori e la convivialità, trasformando i paesi e le città in luoghi di incontro e scoperta. Sono i mesi delle pedalate nella Bassa Romagna, tra Alfonsine e Cotignola, con escursioni che intrecciano storia e natura. Selvapiana, nel comune di Bagno di Romagna, ospita le sue sagre autunnali nelle domeniche del 5, 12 e 19 ottobre, con menù che raccontano il territorio attraverso castagne, funghi, tartufi e cinghiale. L’11, 12, 18 e 19 ottobre Casola Valsenio celebra la Festa dei Frutti Dimenticati, con mercati e degustazioni che riportano in vita antichi sapori contadini, mentre domenica 12 ottobre a Portico di Romagna torna la Sagra dei Frutti del Sottobosco e dell’Artigianato Artistico, giunta alla 42ª edizione.
Le castagne diventano protagoniste in tanti borghi appenninici, da Alfero di Verghereto a Ranchio di Sarsina, da Montefiore Conca a Premilcuore, mentre a Sant’Agata Feltria, dal 5 ottobre al 2 novembre, la Fiera Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato trasforma il borgo in un profumato salotto a cielo aperto. A Dovadola, il 19 e 26 ottobre, si rinnova la Fiera e Sagra del Tartufo, giunta alla 59ª edizione, con mercati, degustazioni e l’assegnazione del premio al miglior esemplare. Dal 24 al 26 ottobre Bagno di Romagna ospita il Festival del Fall Foliage, con escursioni, laboratori e attività che celebrano i colori e i profumi del Parco delle Foreste Casentinesi, mentre nello stesso fine settimana Ravenna diventa capitale del vino con GiovinBacco – Sangiovese in Festa, tre giorni di brindisi e convivialità.
Il calendario si prolunga fino a novembre, quando Ferrara, dal 31 ottobre al 2 novembre, ospita il Ferrara Food Festival, dedicato alle eccellenze agroalimentari del territorio con showcooking, degustazioni e performance che animano il centro storico, mentre Comacchio, l’1 e il 2 novembre, accoglie Atmosfere d’Autunno, con mercatini, animazioni di strada e sapori stagionali. Non mancano gli appuntamenti dedicati al formaggio di fossa, celebrato a Talamello, Sogliano al Rubicone e Mondaino, a conferma di come l’autunno in Romagna sia un lungo viaggio nei sapori che accompagnano i visitatori dalle colline al mare.
Un racconto che trova eco anche sul web: su YouTube è stato pubblicato il video “4 Stagioni in Romagna”, che accompagna lo spettatore attraverso le quattro stagioni della cucina romagnola, dai raccolti estivi ai piatti invernali, in un’esperienza ricca di gusto e passione. Qui il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=jjEfFGKhhrU&t=5s